Dragonero Bonelli Wiki
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L'Erondàr è una terra vasta ed antica: molte delle informazioni pervenuteci sono pertanto incomplete, e si ha grande difficoltà nel riordinare cronologicamente e con dovizia di particolari la storia erondariana.

Le origini dell'Erondàr[]

Ubiqui

Il volto di uno degli Ubiqui scolpito nella pietra

Le civiltà che ora abitano l'Erondàr (umana, elfica, nanica...) hanno avuto tutte un precursore: gli Ubiqui. Gli Ubiqui erano degli esseri dall'aspetto antropomorfo (molto simile a quello degli umani se non per il volto, più schiacciato e dotato di labbra più gonfie ed occhi più appallati) che, in tempi remotissimi, colonizzarono presumibilmente l'Erondàr dando vita ad una fiorente civiltà. A testimonianza di ciò c'è una enorme città abbandonata, situata sotto Solian, unica scoperta ad oggi[1].

Altra prova della loro esistenza, oltre alle numerose statue che il ritraggono ubicate sotto Solian, sono le "pietro sonore". Queste non sono altro che dei piccoli monoliti squadrati ed intagliati, che se toccati generano suoni particolari. Determinate sequenze di suoni mettono in risonanza la pietra e permettono a colui che la sta usando di teletrasportarsi in un qualche luogo. Ad ogni sequenza corrisponde quindi un luogo, ma non si sa se questo "codice sonoro" è identico per ogni pietra. La posizione delle pietre ed i luoghi dove conducono le sequenze sonore sono stati tutti schedati da Børge il Rosso.

Nonostante l'elevato livello tecnologico raggiunto dagli Ubiqui, questi scomparvero per motivi sconosciuti.

La prima guerra con gli Abominii[]

Il Vallo

Il Vallo

Dopo la scomparsa degli Ubiqui, l'Erondàr cambiò radicalmente; esso era stato infatti spartito tra Draghi, Umani, Elfi, Orchi e Nani, che convivevano presumibilmente più o meno pacificamente. Un sesto "protagonista" si impose infatti agli occhi degli altri cinque: gli Abominii. Questi intrapresero un loro primo tentativo di conquistare "la terra sotto il sole", emergendo dalle nughrachava ed attaccando gli abitanti dell'Erondàr. A contrastarli trovarono però subito gli Uomini: questi, capitanati dai luresindi della Confraternita degli Incanti, si opposero agli Abominii ricacciandoli negli abissi da cui erano emersi. La magia dei luresindi non bastava però ad apporre un "sigillo", ovvero un incantesimo tanto potente da bloccare la nughrachava e non permettere agli Abominii di compiere un secondo attacco.

Per fare ciò si immolarono i Draghi: un gran numero di questi si uccise infatti nei territori attualmente a Nord del Grande Vallo, andando a costituire con il proprio sangue un sigillo magico. Questo non sarebbe perdurato per sempre, ma avrebbe perlomeno protetto l'Erondàr. Per fornire un'ulteriore protezione sempre in questi anni fu edificato il Vallo (a partire dalla città di Arcendart) e quindi, verosimilmente, fu istituita anche la Guardia Rossa.

I Varliedarto, gli Scout ed i Secoli bui[]

Dopo il sacrificio di molti dei Draghi, i superstiti della specie fuggirono oltre l'Erondàr, al di là della Cintura delle Tempeste. Alcuni di loro però, decisi ad elevarsi al di sopra degli Umani, rimasero per assoggettare l'Erondàr e le sue popolazioni. Così, fu fondato il corpo dei Varliedarto: abili cavalieri il cui compito era quello di uccidere i draghi "malvagi" e che, inizialmente, cavalcavano a loro volta dei draghi. Proprio in questi anni venne forgiata da Aarno Voltoferoce Saevasĕctha, la "Tagliatrice crudele", la spada che, tramandata di nonno in nipote, sarebbe infine stata assegnata ad Ian.

Contemporaneamente gli Umani, usciti vittoriosi dalle guerre con gli Abominii, assunsero la leadership dell'Erondàr, intraprendendo una campagna di conquiste a scapito di Elfi, Nani, Giganti, Orchi e Troll. Fu in questo periodo che l'Impero raggiunse presumibilmente la sua attuale estensione: si impose infatti su gran parte dei territori dell'Erondàr, lasciando in libertà solo le Province Libere. Questo costrinse i Nani a ritirarsi nel sottosuolo, nascondendo i loro arsenali nelle viscere della terra, e diede inizio ad una serie di conflitti minori con l'Enclave della Montagna e l'Enclave dei Grandi Laghi, decisi a non farsi annettere. Questo periodo venne detto "dei Secoli bui": l'Impero divenne intollerante con chi non si piegava alla sua dottrina, sopprimendo tutto ciò che con essa entrasse in conflitto.

Nonostante ciò, anche i Secoli bui ebbero dei risvolti positivi, come la creazione del corpo degli Scout; questi, fondati da Varim Abenausen[2], si occuparono del tracciare nuove cartine dell'Erondàr, esplorandone gli sconfinati territori e, soprattutto, convivendo pacificamente tutte le Razze.

La caduta dei Varliedarto e l'era moderna[]

Contemporaneamente alla creazione del corpo degli Scout, una tragica fine stava per raggiungere i Varliedarto. Questi, che si erano inzialmente fatti carico dell'uccidere i draghi rinnegati, divennero succubi del loro sangue, uccidendo così numerosi draghi innocenti. Deciso a porre fine a tutto ciò, un Varliedarto traditore, antenato di Ian Aranill, prese contatto con Erehein Erondàr, l'Imperatore. Lo stesso Impero aveva infatti preso le distanze dai Varliedarto, che cominciava a non vedere più di buon occhio. Così, Erehein, scoperta l'ubicazione della fortezza dei Varliedarto, organizzò una spedizione per sterminarli, riuscendo nell'intento: l'ultimo colpo fu inferto dall'antenato di Ian, che divenne l'ultimo dei Varliedarto ancora in vita. Come premio per aver aiutato l'Impero in questa sua missione, all'ultimo Varliedarto fu promesso che i fatti di quel giorno sarebbero stati omessi dagli annali imperiali. Il corpo dei Varliedarto ha dunque continuato a vivere attraverso la discendenza del superstite: ultimo membro è per ora Ian Aranill, anche se è logico pensare che gli succederà suo nipote.

Dopo il termine dei Secoli bui, di cui si può presumere che lo sterminio dei Varliedarto faccia parte, l'Impero si aprì, e nonostante gli agenti della Cura di Ausofer tenessero a freno le fila dei nemici dell'Impero, si inziò a poter parlare senza timore: insomma, terminò il periodo delle dure repressioni.

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